NON SO CHE VISO AVESSE- Francesco Guccini

Tra le novità vorrei segnalarvi il libro autobiografico di Guccini, più noto come cantautore che come scrittore. Provo per Guccini una stima incontrastata che sconfina nell’affetto puro. Mi ha accompagnato tutta la vita, ha condiviso con me momenti belli e brutti, ho suonato e cantato le sue canzoni in allegre brigate, ho pianto e riso dei suoi versi, ma mi sono anche appassionata ai suoi romanzi (senza che lui ne sapesse nulla eh!) Ho visto la sua partecipazione alla trasmissione di Fazio in cui presentava appunto questo libro e come sempre mi ha emozionato.

Diciassette capitoli per raccontare, in modo a-sistematico, come è stata la vita guardandosi indietro, a settantanni.

Nel libro ci sono i ricordi delle osterie più amate, della passione per la lettura e delle biblioteche preferite, della generazione dei suoi antenati mugnai, e della giovinezza, in cui è stato giornalista, e studenti universitario, fino alla passione precoce per la musica. Delle sue canzoni non parla. Fa solo un’eccezione, per ‘La locomotiva’, da una cui strofa è appunto tratto il titolo del libro.

Montanaro di pianura, nato a Modena, diffidente, avaro di sé, sobrio e bevitore, pigro e serissimo, ma chiacchierone instancabile, Francesco Guccini ha scelto, per la prima volta, di raccontare la sua vita. E ci è riuscito, in questo libro bello e bizzarro, nell’unico modo per lui possibile: fingendo di parlare d’altro, per dire tutto di sé. Per farlo, Guccini organizza una geografia: Pavana col mulino degli avi, i nonni, le nonne e i bisnonni, il bosco, il fiume, la montagna. Modena, odiata e amata, piccola città bastardo posto. Bologna, l’eletta, in via Paolo Fabbri, una vecchia signora dai fianchi un po’ molli col seno sul piano padano e il culo sui colli. E poi gli altri luoghi e i loro aneddoti: le osterie, il giornale per sbarcare il lunario (perché cantare non è mica un mestiere), e le balere, dalla via Emilia al West, con gli orchestrali, le giacche con i lustrini, il rock and roll. E ancora: l’amore per il cinema, con gli amici Luciano Ligabue e Leonardo Pieraccioni, per le chitarre, per i fumetti e per l’ottava rima. E infine: il concerto, il luogo dell’incontro col pubblico,

This entry was posted on Tuesday, March 9th, 2010 at 6:48 pm and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

4 Responses to “NON SO CHE VISO AVESSE- Francesco Guccini”

  1. March 10th, 2010 at 12:40 am

    regard says:

    *** comprare subito!
    grazie

  2. March 10th, 2010 at 9:31 pm

    betta says:

    concordo… da lista dei desideri… subito!!!!

  3. March 13th, 2010 at 11:28 pm

    bea says:

    con che editore pubblica?

  4. March 14th, 2010 at 12:21 am

    isa says:

    Mondadori…
    l’hai chiesto apposta, eh carogna! (con la erre moscia alla Guccini)

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