L’ARTE DI TRATTARE LE DONNE - Arthur Schopenhauer

 

Oggi mentre facevo compere nel reparto libri mi è caduto l’occhio su questo piccolo libro che mi ha catturato immediatamente. Non ho potuto fare a meno di comprarlo.

Fin dai tempi antichi, come insegna il caso di Socrate e Santippe, il rapporto tra il filosofo e le donne è stato conflittuale. Talché, se ripercorriamo la lunga storia di questo conflitto, ne ricaviamo l’impressione che la filosofia sia una faccenda prettamente maschile. La necessità di estirpare siffatto pregiudizio si impone con le grandi figure dell’Illuminismo e del Romanticismo, quando prende avvio quella che sarà l’emancipazione della donna. Scottato dall’esperienza patita in casa con la madre, Schopenhauer avverte con lungimirante intuito l’incombente pericolo, e oppone resitstenza. Leva quindi la sua voce impertinente per mettere in guardia il sesso maschile dalle suadenti insidie e dai pericoli che riserva il rapporto con le donne.

“Come ad esempio la formica femmina, dopo l’accoppiamento, perde le ali, superflue, anzi pericolose per la prole, così di solito, dopo una o due gravidanze, la donna perde la sua bellezza e probabilmente perfino la stessa ragione”

“Le donne sono adatte a curarci ed educarci nell’infanzia appunto perché sono esse stesse puerili, sciocche e miopi, in una parola rimangono per tutta la vita grandi bambini: esse occupano una specie di gradino intermedio fra il bambino e l’uomo, che è il vero essere umano”

“(per natura la donna è dissipatrice) La vanità degli uomini, invece, si indirizza spesso verso privilegi non materiali, come l’intelligenza e l’erudizione, il coraggio, e così via.”

 La donna deve o sacrificare il fiore della giovinezza a un uomo già sfiorito, oppure avere poi la sensazione di non essere più un oggetto adatto per un uomo ancora nel vigore degli anni. [Parere leggermente interessato: quando aveva trentanove anni il caro Arthur chiese la mano di Flora, appena diciassettenne; "ma la fanciulla non volle saperne di concedere la sua primavera al rugoso pensatore",

"- Matrimonio = guerra e necessità; vita da single = pace e prosperità. "

[Una capacità di sintesi encomiabile]

Credo possa bastare!

Tra i commenti in Anobi due interessanti:

“Foza, vecchio bastardo, insultale ancora.”

“Veramente gradevole, simpatico, di facile lettura, una misoginia che va presa per gioco “

This entry was posted on Friday, February 5th, 2010 at 8:38 pm and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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