Posted by isa on November 19th, 2009
Segnalo la prima pubblicazione ,di Adelphi, in Italia di questo classico francese della letteratura ridotta ai minimi. Felix Fénéon, nato a Torino ma vissuto in Francia, è un intellettuale piuttosto schivo e particolare che ha pubblicato per anni sulle pagine di un giornale francese dei brevissimi articoli in forma anonima. Erano riassunti stringatissimi di cose realmente accadute e messe in forma letteraria. Una riga dedicata all’ambiente della vicenda, un’altra alla cronaca e l’ultima all’epilogo. Con tale tecnica che fu definita, un secolo più tardi, dal “New Yorr Times” come “giornalismo haiku”, Fénéon ridusse oltre millecinquecento eventi in mircoromanzi. Non è un mondo allegro quello che ci descrive Fénéon: le persone sembrano essere uscite da uno dei romanzi più cupi di Zola. Miseria, follia e alcoolismo sono le note di fondo; qua e là si intravede anche un tocco di critica sociale.
Octave Mirbeau lo ricorda così:
“La vita di Fénéon era bipartita: l’ufficio, di cui viveva, e la letteratura, ornamento del suo esistere. Era, come ho detto, un impiegato preciso, quel che si dice un impiegato modello. Al Ministero della Guerra era parecchio benvoluto dai colleghi, stimato dai superiori che in lui riconoscevano un’intelligenza rara e un’attività sempre operosa. Questo dettaglio proviene da un suo collega: “Nessuno sapeva come lui redigere un rapporto su qualunque cosa, e si dilettava a stilare quegli degli altri, cui tale compito causava angoscia, tortura e spesso insormontabili difficoltà. I rapporti di Fénéon erano, a modo loro, dei capolavori secchi, precisi, di una lingua amministrativa perfetta. Il sottile e delizioso artista, che talora si compiaceva di curiose sinuosità nella frase, di concordanze di ritmi bizzarri, aveva la facoltà di scrivere come un redattore di codici.”
Insomma ,come dice la casa editrice:
“Leggere per credere”