Archive for November 16th, 2009
CIAO MASCHIO - Valeria Parrella
Della napoletana Valeria Parrella, una delle autrici italiane più intense e che, per fortuna, non si può più etichettare come ’promettente’, si è parlato molto di recente in occasione della presentazione de “Lo spazio bianco”, il film di Francesca Comencini tratto dal romanzo omonimo della nostra (edito da Einaudi) all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Ora Valeria Parrella torna con “Ciao maschio”, portato in libreria da Bompiani, un monologo ’sanguinante’ sulla femminilità nel terzo millennio (con una conversazione con Lella Costa). Dal 2 novembre, lo spettacolo tratto dal libro è anche in scena al teatro Mercadante di Napoli, interpretato dalla bravissima Cristina Donadio, con la regia di Raffaele De Florio. “Ciao maschio” racconta la sofferenza di una donna che si è vista distruggere la vita dall’altro sesso. Una riflessione sul rapporto donna-uomo che non lascia indifferenti, lucida e spietata, inquietante e struggente, ma non priva di speranza.
(Tratto da affari italiani)
TRAMA
Una donna che ha superato i cinquant’anni si ritrova in una sola assurda notte ad aver a che fare con tutti gli uomini della sua vita. Incanto? Pazzia? Verità? Rappresentazioni della sua mente? Qualunque cosa essi siano ella vi arranca dietro, li istiga all’azione e alla reazione, invoca il loro ricordo o torna a combatterli ancora una volta. Gli uomini di Ciao maschio sono fantasmi reali, capaci ancora di far male, anche se la loro lancia sembra spuntata e il loro artiglio addolcito dal tempo.
Come sempre nei suoi lavori, Valeria Parrella crea un campo di lotta, dove lei e loro, gli uomini, superbi e ingenui contraltari, ingaggiano un corpo a corpo, senza esclusione di colpi, al netto della malinconia e dei bei ricordi, crudo e spietato. Ai maschi che ha avuto, lei non concede nulla più della nuda verità, perché nulla più della verità, lei, concede a se stessa. È tardi per altre generosità, è tempo di fare i conti e di arrivare al cuore delle cose, oltre che di se stessi.
Da un’intervista a Valeria Parrella
“Lo ammetto, è un testo duro. E chi vede lo spettacolo a teatro resta attonito per qualche minuto prima di sciogliersi alle emozioni. Tutti i miei libri sono duri ma, ed è anche il caso del monologo, non sono mai disperati. D’altronde, vista l’attuale situazione che vive il nostro Paese, è difficile essere consolatori. A me interessa mettere il dito nella piaga e vedere che reazioni estreme ottengo. Il problema non è se la donna, o l’uomo, ha colpe. Quella che metto in discussione è la relazione, non il genere. La mia è una riflessione sull’identità, e sul perché spesso le relazioni non funzionano”.