Archive for November 12th, 2009
Il ballo - Irène Némirovsky
Ecco alcune recensioni raccolte in rete:
UN VUOTO ASSORDANTE
Alla luce degli eventi che si sarebbero rapidamente succeduti, Il ballo assume toni profetici. Scritto l’anno prima del grande crollo in Borsa e quattro anni prima dell’avvento del nazismo, è il romanzo di un massacro, in cui, anche se non accade quasi nulla, niente si salva. Resta un vuoto assordante: quello degli invitati che non arrivano, devastando ogni sogno di ascesa mondana, e quello di un’insanabile frattura familiare, tanto più tragica nel suo essere ammantata di vacuità.
Daniela Padoan, «il manifesto», 31 luglio 2005
UN’ABILITÀ DA VENTRILOQUA
La scrittura è piuttosto convenzionale, da racconto per educande. La materia invece risulta di una cattiveria esemplare. In questa contraddizione fra contenuto e forma, si spalanca l’indefinibile abilità da ventriloqua dell’autrice.
Mario Fortunato, «L’Espresso», 16 giugno 2005
UN PICCOLO CONCENTRATO DI PERFEZIONE LETTERARIA
È un piccolo concentrato di perfezione letteraria e di esperienza umana questa «novella» di Irène Némirovsky, Il ballo, apparsa nel 1930 e pubblicata adesso. E se l’atmosfera è quella di quegli anni e di quella cultura sociale, con le sue regole e i suoi riti, il tema di fondo – quello della solitudine e dell’incomprensione vissute dagli adolescenti – è buona anche per l’oggi.
Irene Bignardi, «Vanity Fair», 2 giugno 2005
