Archive for November 8th, 2009
L’ETA’ INDECENTE - Marida Lombardo Pijola
“Mi chiamo Caterina, ho cinquantatré anni
e un figlio scompigliato dall’adolescenza,
Niccolò.”
“Il fatto è che questi qui
c’hanno i neuroni che gli viaggiano
tipo nella direzione opposta
a quella in cui gli dovevano viaggiare.
Praticamente gli vanno contromano.”
“L’ho segregato per punizione dentro la sua stanza, e lui ha segregato fuori me. Immoto, ultraterreno, a smanettare sulla tastiera del PC, rapito da un’ipnosi compulsiva. Lo sguardo spento, le orecchie occluse da un Ipod, la bocca non veicola alcun suono. Traslocato altrove. A mani vuote. Persino il suo corpo è ancora qui.”
Niccolò, tredici anni, con i suoi “attacchi di nientite” e “fancazzismo”, e le emozioni sequestrate da uno schermo, e una madre molesta che “strippa” e “sclera”, e un padre fantasma senza parole e senza sguardo. Caterina, madre matura, che convive col silenzio, con un figlio improvvisamente alieno, strafottente, ostile, di cui non sa più nulla; e intanto, strattonata tra il lavoro e la famiglia, fa i conti con i suoi bilanci e con il tempo che corre troppo in fretta, tagliandole la strada.
Non ho letto questo libro , ma lo leggerò perchè credo sia doveroso fermarsi un attimo a pensare ai nostri giovani e a quello che abbiamo fatto di loro. A questo proposito voglio riportare un brano preso da un blog di una professoressa che mi piace moloto perchè ha uno sguardo ironico ma pieno di passione verso i suoi studenti:
“Non ragazzi “figli di papà”, ma nemmeno situazioni particolari. Ragazzi “normali”, se la normalità esiste.
Ma qui nessuno legge mai niente.
Tanto per citare le cose più note, nessuno ha visto “Il Signore degli Anelli” o nessuna ragazza è innamorata del vampiro Edward (oppure nessuna lo odia considerando il tutto una palla colossale) perchè nemmeno sa che esiste; nessuno ha letto un solo libro di Harry Potter nè qualunque altro romanzo per ragazzi uscito negli ultimi anni. Uniche letture ammesse alle elementari: Geronimo Stilton, che è quasi un fumetto. Ma nessuno legge fumetti veri, nè classici, nè manga, nè niente. Non conoscono nemmeno i gruppi musicali contemporanei, e quelli famosi, dico . Non sanno usare abbastanza bene il computer e quando portano cose fatte al piccì vien fuori che non sono capaci di cambiare carattere, inserire le immagini, usare altro che -male - il programa di videoscrittura. Programmi più complessi, zero. Usano i social network parecchio, quello sì, ma solo per scriversi tra concittadini.
Per loro c’è moltissima tivvù (Grande fardello e tanti, troppi Cesaroni) oppure i film tratti da quel pirla di Moccia. E vagonate di “Amici”. E Gigi D’Alessio. Hanno Sky, ma solo l’abbonamento calcio dei loro papà. E ci sono quelle ore passate al computer su facebook a scrivere messaggi zeppi di consonanti agli “amici” (che abitano tre strade più in là) oppure a guardare filmati di youtube di ragazzi che buttano carrelli sotto i treni.
A me tutto ciò fa un po’ paura.”