Archive for November, 2009
Anobii. ll tarlo della lettura.
Uscito ieri, per la Rizzoli, la presentazione si terrà il 3 dicembre, alle ore 18:30, presso la Biblioteca Sormani (Sala del Grechetto) di Via Francesco Sforza 7 a Milano.
E’ una specie di manuale con un numero di libri selezionati da Barbara Sgarzi, la quale a sua volta ha interpellato la comunità di Anobii , di cui anch’io faccio parte, social network dedicato alla lettura. Ha selezionato i libri più letti e per ognuno di questi le 5 recensioni scritte senza vincoli e precedentemente, dagli utenti di Anobii e votate come “più utili” dagli stessi utenti
Si scopre così che i giudizi degli utenti che amano la lettura sono più sentiti ed entusiasmanti di quelli dei critici letterari.
“E si scopre che alcune perle di saggezza solo chi vuole leggere per passione sa regalarle, condividerle con gli altri e fare in modo che diventino patrimonio comune”
Inoltre, tutti i diritti d’autore di questo libro saranno devoluti a favore del Centro Chirurgico di Kabul di Emergency”.
Lunamoonda di Bruno Tognolini
Betta consiglia di leggere questo libro che è bellissimo. Ho attinto informazioni dal sito dell’autore.
LUNAMOONDA ha vinto il premio “Elsa Morante giovani 2008″ ed è un romanzo per tutti, ragazzi e adulti. Questi almeno sono i lettori a cui ha pensato l’autore scrivendo.
Parla di una banda di “ski-lellè”, ragazzi randagi ai margini di una tecno-metropoli. Narra la loro vita quotidiana che si snoda nella tana sul mare, al tempo stesso seria e scatenata, dolce e sbruffona, feroce e serena fra pesca, scherzi, traffici hi-tech, pranzi e cene e assemblee, viaggi e raduni di bande, strane preghiere a uno strano Santo, training marziali di musica, danza, poesia, amori e spedizioni di razzia nella città.
Narra la loro lunga guerra con la NAS, la Nuova Architettura Sociale, detta Nassa, che è rete globale di informazioni e sistema di vita al tempo stesso, e che tutto e tutti sorveglia e accarezza; e parla del loro incontro con Marianna, una ragazzina molto speciale che cambierà le loro sorti.
Narra la vita umana ai tempi del connubio totale fra uomini e macchine, fra uomini e animali, fra uomini e uomini, o doppi di uomini, cloni. Potenziamento umano, biotocnologie, nanotecnologie, intelligenza artificiale, longevismo. Cosa faranno, come vivranno una ventina di ragazzi che hanno deciso di interpretare a modo loro questo fiume potente di futuro?
Parla di formazione. Di Maestri e Allievi che si allenano a trovare e donare forma alle cose, agli affetti e l’un l’altro. “Il mondo è magnifica forma - dice Alfio, il Formatore - e ogni sua cosa ci forma. E se solo troviamo la via del ritorno, del cerchio benigno e possente, noi possiamo formare ogni cosa. In passato la chiamavano Magia”. E in futuro come la chiameranno?
LUNAMOONDA narra in fondo di questo: che cosa si potrà chiamare umano, e come fare a chiamarci l’un l’altro in un mondo così.
Parla semplicemente di amicizia, di amori, di scenari infotecno, biotecno, nanotecno, ma anche di paesaggi marini e rupestri d’incanto. Di guerra, di offese e d’infamia, di umano, disumano e postumano, di rispetto e d’affetto, e in fondo di fiducia nel futuro, per quanto “biotecnomagico” sarà.
Questo è un libro che parla del futuro
Il “futuro promessa” e il “futuro minaccia”, come li chiama Umberto Galimberti, sono due termini tremendamente presenti nelle visioni del mondo dei ragazzi, e tremendamente assenti nelle narrazioni del mondo che i loro adulti gli offrono.
Soprattutto sono assenti nei libri, i quali pullulano invece di passato forse troppo lontano (fantasy o piaghe di ieri da non dimenticare), e di presente fin troppo vicino (amori e piaghe di oggi da cui salvarsi).
Se di futuro ai ragazzi si parla - ma mai si narra - è solo in termini ossessivamente catastrofici.
E che senso ha mostrare loro in corsa verso la rovina quel mondo in cui noi li abbiamo messi?
Questo libro si prende la responsabilità di narrare; di narrare, se ci riesce, in forme avventurose, emozionanti e con la miglior lingua possibile; di narrare in queste forme un possibile futuro; di narrare un futuro in cui vi sia posto per qualcosa da fare per loro, cioè per tutti noi. http://www.webalice.it/tognolini/luna.html
EVA CANTARELLA - Dammi mille baci
“Antonio, non scordare, quando corri, di toccare Calpurnia:i nostri anziani dicono infatti che le donne sterili, toccate in questa corsa sacra, perdono la loro maledizione.”
“Lo ricorderò: quando Cesare dice ‘Fa’ questo’, la cosa è fatta.”
W.Shakespeare, Giulio Cesare
Con questo libro Eva Cantarella completa il dittico sull’amore e la sessualità nell’antichità attraverso miti, leggende, letteratura e casi giudiziari.
Mentre nel primo volume (L’amore è un dio. Il sesso e la polis) l’autrice si era soffermata sull’eros greco, in questo fa un’analisi, ricca di leggerezza e di ironia ma non priva di rigore, sull’amore al tempo dei romani.
“Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell’amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo, il fondatore della città.
L’altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali”
Il suo sguardo femminile, così ironico e smaliziato, si posa stavolta sull’essere uomo e donna nell’antica Roma, su tutto il cosiddetto “pianeta amore” e le sue mille sfaccettature. Il conosciutissimo verso di Catullo che dà il titolo al libro offre l’opportunità di partire per un viaggio nella mentalità romana, dominata come sappiamo dall’imprescindibile binomio uomo-forza. Una forza che spesso diventava bruta, insensibile, disumana, e che era il metro per misurare quanto un uomo fosse degno del titolo di civis romanus.
Insomma, ne emerge nel complesso una società fortemente maschilista, fiera di esserlo e anche giuridicamente tale, che non solo non si può rimpiangere, ma appare paurosamente simile a quella italiana attuale.
La mistica della femminilità - Betty Friedan/ Utopia e femminismo - Verna e Vaglio Giors
Oggi sull’onda del post di Regard voglio proporvi questi due libri a mio avviso molto interessanti.
Nel 1963 apparve negli Stati Uniti un saggio di Betty Friedan , La mistica della femminilità (trad.it. nelle Edizioni di Comunità, Milano 1963), in cui sosteneva che nella società americana si era giunti al punto di massima tensione fra la realtà della vita femminile e l’immagine della donna proposta dai mass media e dalla cultura ufficiale. Secondo la Friedan, a partire dagli anni ‘40 era stata proposta una “mistica della femminilità” cioè un modello di vita e felicità femminile organico e chiuso : amore, figli, marito, casa, acquisti, vestiti ecc. che finalmente entrava in crisi. Il welfare, le grandi cucine, la casetta con giardino, il marito premuroso c’erano ancora, ma le donne americane erano sempre più insoddisfatte. La Friedan propose allora un nuovo programma di vita per le donne che demistificasse lavoro domestico, matrimonio e maternità : le donne dovevano cercare un lavoro creativo, superare il dilettantismo e puntare alla professionalità, cercare livelli di istruzione sempre più alti.
(Parodos)
Nel secondo:dalla Carte de Tendre delle Preziose al Manifesto Cyborg dei nostri anni, una carrellata su alcune delle più significative e meno note Utopie femministe, con l’intento di mettere a fuoco il “filo rosso” sotterraneo che lega varie autrici. Le utopie scritte da donne nascono in gran parte nell’alveo del pensiero e del movimento femminista, ne sono una delle sue espressioni come il femminismo stesso è una forma dell’utopia femminile. Le utopie femministe e i progetti di modificazione del mondo non sono mai, contrariamente ai progetti di “società ideali” maschili, repressive e quando sono gerarchiche lo sono nel rispetto complessivo della libertà e dell’eguaglianza. Le donne dei movimenti, le intellettuali, le romanziere, le artiste che nel corso dei secoli hanno immaginato, nei loro scritti o nella loro attività politica o in entrambe, mondi alternativi lo hanno fatto sentendosi parte di lotte collettive o di ribellioni individuali che si collegavano ad altre innumerevoli ribellioni individuali e hanno chiesto modificazioni concrete e possibili della condizione collettiva e individuale delle donne.
(Feltrinelli)
La bambinaia francese - Bianca Pitzorno
“Un altro capolavoro di Bianca Pitzorno, che attraverso le righe di questo romanzo lascia trapelare insegnamenti di uguaglianza, libertà, rispetto delle altre culture e apertura mentale.Inoltre in questo libro sono citati anche grandi scrittori dell’Ottocento come Charlotte Bronté e Victor Hugo a cui, ( come ho letto sul retro della copertina) l’autrice ha voluto rendere omaggio. Nella storia, infatti, è grazie ai loro libri che Sophie si istruisce ad ideali di uguaglianza, purtroppo traditi dalla Rivoluzione Francese ( in cui è morto suo padre) . Grazie al suo maestro, il “Cittadino Marchese” impara che le donne non hanno proprio nulla in meno degli uomini e dovrebbero avere le stesse opportunità, concetto che a quell’epoca era impensabile.”
Ottovolante
Trama
La storia di Sophie Gravillon comincia nella Parigi colta, spietata e rivoluzionaria di primo Ottocento e rischia di concludersi all’Ospedale di mendicità quando a otto anni rimane orfana. Interviene però una famosa stella dell’Opera, Céline, che finge di assumerla come bambinaia della figlia Adele. A casa sua Sophie conoscerà Toussaint, un ragazzino proveniente dalle Antille, e insieme a lui avrà il privilegio di essere istruita dal padrino di Céline, un vecchio marchese dalle idee illuministe. Alla morte del marchese seguiranno una serie di avventure fra Francia e Inghilterra. Un romanzo storico denso di riferimenti alla cultura del tempo
Questo libro della Pitzorno è un tuffo nella storia, nella filosofia, nella letteratura, ma soprattutto di come funzionano le idee. Che non basta averli acquisiti una volta, i diritti, la libertà, o l’uguaglianza. Bisogna continuare a difenderli e ad esigerli senza sosta. Che basta un niente, una distrazione e te li tolgono da sotto il naso come niente.
LA STRANIERA - Diana Gabaldon
“-Tuo marito dovrebbe darti una bella lezione femmina- gli fece eco nel buio una voce austera da sotto un albero -Dice San Paolo ‘Che una donna rimanga in silenzio e…’-
-E’ meglio che ti fai i cazzi tuoi- ringhiai, con il sudore che mi colava sul viso -E anche San Paolo!-”
TRAMA
Nel 1945 Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highland scozzesi. Durante una passeggiata la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano in quelle zone. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire si trova coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore.
UN COMMENTO AL VOLO
Mi ha completamente coinvolta e mi ha fatto perdere nella sua fantastica atmosfera. Jamie è un personaggio stupendo, è così grande e forte, ma a volte è anche allo stesso tempo così cucciolo, lo adoro! il rapporto tra lui e Claire è bellissimo, dolcissimo e appassionatissimo ed il modo in cui si sviluppa è meraviglioso.
un bell’ insieme di amore e avventura ed è anche divertente!
“Ci sono cose che io non posso dire a te, almeno non ancora. E non insisterò affinché tu mi riveli i tuoi segreti. Però ti chiedo questo: quando mi dici qualcosa, fa’ che sia la verità. E ti prometto di fare lo stesso. Tra noi per ora non c’è nulla, tranne… il rispetto forse. E penso che nel rispetto possa esserci spazio per i segreti, ma non per le bugie. Sei d’accordo?”
Ai miei non piaci molto, lo sai - Catherine Cusset
Uscito questa settimana per Einaudi , il romanzo della Cusset racconta una storia familiare e universale, una storia di donne che lottano caparbiamente, tenacemente, contro tutti e tutto, per il proprio futuro e per quello dei figli.
TRAMA
Nata in Bessarabia alla fine degli anni Trenta, Elena vive con gli zii e la nonna: cresce tra l’austerità e la rigidità dell’educazione impostale dai due zii e la dolcezza, la comprensione che riceve dalla nonna. Studentessa modello nella Romania comunista (e antisemita) di Ceausescu, diventa fisico nucleare e s’innamora di un ragazzo ebreo, che sposa contro il parere della famiglia. Dopo un difficile periodo trascorso in Israele, riesce a coronare il suo sogno di sempre: emigrare negli Stati Uniti per rifarsi una nuova vita, a cominciare dal nome: Elena diventa Helen. Una volta raggiunto l’”Eldorado”, spera che anche suo figlio Alex saprà approfittarne, assicurandosi “un brillante avvenire” dopo aver studiato ad Harvard. A meno che Marie, l’arrogante ed egoista fidanzata francese di Alex, non lo attiri dall’altra parte dell’Atlantico. Tra malintesi e ostilità con la nuora, Helen compie col figlio gli stessi errori di cui è stata vittima.
Il ritorno de “L’odore dei soldi” Veltri, Travaglio
Torna in libreria, con tutti gli aggiornamenti rispetto agli ultimi processi e alle ultime sentenze, il mio libro “L’odore dei soldi”, scritto insieme a Elio Veltri (Editori Riuniti), che nel 2001 ha venduto 350 mila copie, provocando, pochi mesi dopo, l’epurazione dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi.
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Ricordo che Travaglio fece la presentazione del primo libro in una trasmissione di Luttazzi e che per questo fu denunciato.
Berlusconi e i suoi cari presenteranno otto denunce in altrettante cause civili per 140 miliardi di lire di danni.
E le perderanno tutte e otto.!!!
Questo libro illustra alcuni aspetti cruciali della storia di Silvio Berlusconi attraverso una scelta commentata di documenti. L’intervista che Paolo Borsellino rilasciò, due mesi prima di morire, a una TV francese sulle indagini della sua Procura sui rapporti tra Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Vittorio Mangano. I rapporti stilati da un funzionario della Banca d’Italia e da un ufficiale della Dia, per conto della Procura antimafia di Palermo, su centinaia di miliardi di investimento al gruppo Fininvest. Gli interrogatori di Berlusconi e Dell’Utri al processo di Torino per le fatture false di Publitalia. E, per finire, la legge Tremonti, come “prova su strada” del conflitto di interessi
Pulce non c’è - Gaia Rayneri
Pulce ha nove anni, il naso a patata e due «occhioni accesi». Beve solo tamarindo, ascolta Bach, fa sculture con il pecorino e va pazza per le persone arrabbiate. Pulce non parla perché è autistica, ma «questo non significa che non abbia niente da dire». Un giorno come tutti gli altri, viene allontanata dalla famiglia senza troppe spiegazioni.
Alcuni commenti trovati in rete:
“La giovanissima Gaia ha una padronanza delle parole degna di uno scrittore navigato.”
“E’ da leggere. Un bel libro che tratta un argomento serio, difficile e triste, che a tratti diventa allegro e quasi “divertente”. La storia viene raccontata con la voce di una ragazzina di 13 anni, che analizza ciò che sta succedendo con i pensieri di un’adolescente, con lo stupore che solo a quell’età si può provare di fronte alle ingiustizie che la vita ci riserva.”
“ Mi piace il linguaggio destrutturato, il pensiero che è quello di una ragazzina (io narrante), con le sue ridondanze e mancanze di punteggiatura.
Non c’è altro modo d’altronde per rendere questa storia.
Poi dire bello di un libro che parla di una tragedia dei giorni nostri è strano…ma è bella la dolcezza dei personaggio, di quella mamma nevrotica che ama immensamente la figlia, della sorella che aspetta con gli amici immaginari una soluzione…di una famiglia che ama Pulce e la sua diversità, nonostante tutti siano contro di loro.”
“Nonostante qualche vistosa goffaggine stilistica, il romanzo è più che convincente. la voce narrante è bizzarra e spiritosa, intelligentemente scanzonata, non di rado poetica, capace di modellare un universo precisissimo e di restituirlo sulla pagina con tutti i dettagli in scala.”
