Archive for October, 2009
PAGINE PASSATE DI MANO IN MANO
a cura di Mark Mitchell e David Leavitt
La tradizione nascosta della narrativa omosessuale inglese dal 1748 al 1914
Questa antologia ci restituisce dei documenti scomparsi, cancellati quasi totalmente dalla censura e dimenticati.
Pagine passate di mano in mano consente di leggere finalmente la vera storia della tradizione letteraria gay in lingua inglese, e il suo racconto entusiasmante.
L’intera storia della letteratura inglese dovrà essere riscritta? Questo libro è fondamentale per la biblioteca di ogni lettore colto.
Alabama Song - Gilles Leroy
«Le persone che si amano sono sempre indecenti. E per chi ha perso l’amore guardare gli amanti è una tortura da respingere sputandoci sopra o deridendola.»
Alabama Song è la cronaca di una corsa a perdifiato incontro alla follia, il grido doloroso, sensuale, talvolta erotico, di una donna eccezionale, un «genio della vita», che rivendica la propria autonomia dal marito senza mai sminuirne la grandezza.
Per questo - ANNA POLITKOVSKAJA
Anna Politkovskaja è stata assassinata il 7 ottobre 2006, sul pianerottolo di casa sua. Il 19 febbraio del 2009 un tribunale moscovita ha giudicato non colpevoli i tre imputati del delitto. La difesa aveva sostenuto che erano meri capri espiatori, e che i veri colpevoli godevano di altissime protezioni. Da chi sia stata uccisa l’indomita giornalista forse rimarrà un mistero. Ma non le ragioni per le quali non erano pochi a volersi liberare della sua ingombrante presenza: gli articoli raccolti in questo libro (grazie al lavoro appassionato dei due figli di Anna, i quali, insieme ai colleghi della «Novaja gazeta», hanno scandagliato lo hard-disk dei suoi computer, il suo archivio personale e gli archivi del quotidiano) ci consentono di leggere, in drammatica successione, le cronache che, dal 1999 a fine settembre 2006, hanno decretato, appunto, la sua condanna a morte. Si tratta di un documento straordinario: una sorta di reportage sulla Russia contemporanea .
Il giornalismo di Anna Politkovskaja era costantemente teso alla testimonianza della verità: una verità che si imprime nella nostra memoria anche grazie a una magistrale padronanza dello stile, a un sottile senso dello humour, a una sensibilità così acuta da consentirci di scrutare l’anima dei vincitori come dei vinti, delle vittime come dei carnefici.
RISVEGLIO A PARIGI - Margherita Oggero
E’ un romanzo a più voci , quelle delle tre protagoniste, delle madri, dei padri, fratelli, fidanzati e amici, divertente e acuto come solo lei sa fare, in cui ogni personaggio cerca di risolvere il proprio affanno esistenziale con ironia e passione.
Un viaggio a Parigi. Silvia, Barbara e Mariangela lo sognano dai tempi della terza media, l’età dei confusi progetti di vita e dei castelli in aria, quando una breve vacanza nella ville lumière simboleggiava le magnifiche possibilità del futuro: il successo professionale, la libertà e l’amore. Adesso che di anni ne hanno trentadue, e non si sono mai perse di vista, decidono di partire regalandosi alcuni giorni a Parigi, in omaggio all’amicizia, certo, ma anche per una specie di malinconico rimpianto dell’adolescenza.In sottofondo, inconfessata, la speranza per tutte di dimenticare, anche solo temporaneamente, il proprio carico di delusioni, ansie, contraddizioni, per ritornare un po’ alleggerite dei fardelli che ciascuna porta con sé.
Perchè le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?
Allan e Barbara Pease - Sono due psicoterapeuti australiani esperti di comunicazione e linguaggio del corpo. In patria hanno riscosso un clamoroso successo con lezioni, trasmissioni televisive e seminari dedicati alle relazioni tra i sessi; nel resto del mondo si sono conquistati vastissima risonanza grazie agli ormai celeberrimi manuali tradotti in trentasei lingue.
Quando sono sotto pressione, gli uomini bevono alcolici e invadono altri paesi, le donne mangiano cioccolato e vanno a fare shopping. Gli uomini non colgono i dettagli, le donne sanno leggere tra le righe. Le donne si stupiscono che un uomo sia in grado di parcheggiare un’auto in uno spazio minuscolo usando solo lo specchietto retrovisore, ma non riesca a trovare il punto G.
Pur essendo un manuale di lettura abbastanza leggera, fa continuo riferimento a indagini ed esperimenti, ha quindi buone basi scientifiche
Che uomini e donne ragionino in modo differente e abbiano quindi un diverso modo di comunicare è cosa risaputa da tempo. Ora Allan e Barbara Pease cercano di fare un ulteriore passo avanti nella comunicazione uomo-donna e quindi nei miglioramento dei loro rapporti. “Diversi” non vuol dire essere migliori o peggiori; significa semplicemente avere approcci, priorità, pulsioni, comportamenti difformi. Esistono ragioni precise che giustificano tali differenze e gli autori hanno intervistato esperti di tutto il mondo per fornircele.
Vita sessuale di un fervente musulmano a Parigi di Leïla Marouane
E’ esilarante. Si ride alle lacrime in questa commedia che istruisce sulle difficoltà dell’incontro tra culture e della conquista di un’ambigua modernità.
Con questa implacabile autopsia dell’universo di un uomo a cavallo tra due culture, condizionato dalla religione, dalla famiglia e da una madre-padrona, Leila Marouane, scrittrice algerina che vive in Francia, si afferma come la romanziera più originale e più capace di raccontare le inibizioni e i tabù sessuali.
Un uomo, quarantenne, residente in Francia da trent’anni, esperto di alta finanza, direttore di banca, decidere di dare una svolta alla sua vita: abbandona la casa materna nella banlieue parigina per trasferirsi a Parigi, nel cuore pulsante della ville lumière per vivere finalmente libero. Non ha più voglia di dover render conto alla madre e al fratello, non ha più voglia di pranzi domenicali con tutta la famiglia, di dover tornare a casa la sera ad un’ora decente perché la madre non si preoccupi, non ha più voglia di discutere sul suo stato civile, scartando regolarmente tutte le fidanzate che gli vengono proposte… Desidera essere libero, vivere in un bell’appartamento in centro adeguato alla sua posizione sociale e alle sue ingenti disponibilità economiche, ma soprattutto desidera “frequentare” quante più donne possibile.
L’idea è quella di dare inizio ad una vita da bohemien, accompagnandosi con giovani donne francesi. Ma la realtà è che, nonostante tutti i suoi sforzi, incontra solo donne di origine algerina, più o meno emancipate, più o meno osservanti, ma che immancabilmente lo piantano in asso.
La situazione, raccontata all’autrice come durante una terapia psicoanalitica, è spesso comica, quasi grottesca, con la figura della madre che ossessivamente cerca di riportare il figlio all’interno di quella che per lei è normalità e tradizione.
Agnes Browne nonna - O’Carroll Brendan
Alcuni commenti trovati in rete:
“Quest’autore ha il talento di farmi ridere e farmi piangere, tutto in un libro. riesce quindi a scrivere cose non scontate e a non essere troppo sdolcinato, ma di commuovermi proprio descrivendo la realtà.
Vorrei amare come agnes ama i suoi figli”
“Oddio, oddio, che bello. Questo libro ha una bellezza, una delicatezza che non so descrivere. I figli di Agnes ormai sono adulti e seguiamo il percorso di ognuno di loro all’interno della famiglia, nel matrimonio, coi figli, nel lavoro, nell’amore. Sono umani, e come tali li vediamo sempre, soprattutto nei loro sbagli madornali. E anche se siamo partecipi, in realtà i loro errori non ci fanno arrabbiare così tanto, perchè ormai ci siamo affezionati a loro e li amiamo come fratelli.
Quando l’ho finito ero in treno, mi sono venute le lacrime per la commozione. Solo che mi sono accorta che non riuscivo proprio a fermarmi, ho dovuto scappare prima prima in corridoio e poi in bagno, che finale BELLO, è vago da dire, ma è stato proprio di una bellezza travolgente, penso che sia tra i finali più belli mai letti in assoluto.”
“Delicato e commovente.
Agnes si conferma un personaggio straordinario.”
“A meno che la capitale di quel paese non sia Dublino. La meravigliosa Dublino, con i suoi antichi palazzi e il suo retaggio artistico, in procinto di sbarcare nel suo secondo millennio di vita, aveva un modo tutto particolare di riportare la gente con i piedi per terra.” (p.156)
Sono l’ultimo a scendere e altre storie credibili - Giulio Mozzi
Apparentemente è un diario, un “diario pubblico”. Protagonista un uomo che si alza presto la mattina, che prende un treno dopo l’altro e cerca, con tanta o poca difficoltà, di “mandare avanti una vita fatta di relazioni”. Le sue avventure sono quotidiane. Possono sembrare ripetitive e banali: incontri in treno o al bar, telefonate da chiamanti sconosciuti, questioni con controllori, postini, poliziotti, commessi viaggiatori, pubblici ufficiali, persone che mai più incontrerà nella vita. Eppure, da questa odissea minore e circoscritta, da questo girare e rigirare su Eurostar e Regionali, dai dialoghi in cui l’insonne, autistico, causidico picaro chiamato Giulio Mozzi si lascia coinvolgere - e di dialoghi sono fitte queste storie credibili viene fuori, com’è appunto nella grande tradizione del romanzo picaresco, una comicità irresistibile, un divertimento assoluto. È una comicità alimentata da equivoci, ripetizioni, ostinazioni; un’ironia paradossale e feroce, figlia di una cronica impossibilità di capirsi, del solipsismo in cui ognuno è chiuso a doppia mandata, di una dialettica che, quando s’impegna a gettare ponti sull’incomunicabilità di fondo, serve soltanto a peggiorare le cose.
Ho trovato questi due commenti:
Ho passato una piacevolissima domenica con questo libro.
Mozzi quasi spaventa per la sua lucidità.
L’IMPORTANTE E’ CHE TU SIA INFELICE - Antonello Venditti
Da ieri è in libreria il primo racconto di Antonello Venditti “L’importante è che tua sia infelice” (Mondadori), in cui il cantautore romano narra per la prima volta la sua storia.
Il libro si presenta come una raccolta di racconti avvincenti ed emozionanti.
“Sarà un libro di racconti”, ha spiegato il cantante che l’8 marzo compirà sessant’anni, “Il titolo è una frase che mi diceva sempre mia madre Wanda quando pretendevo di fare di testa mia”.
“Quando comprai la casa a Trastevere ci portai subito mia madre, ma lei non varcò la soglia rimase a guardarla da fuori perché c’erano cinque scalini. Non che non potesse farli, piuttosto detestava l’idea che non fosse stata pensata su misura per lei. Era una casa per me, un meraviglioso spazio per la mia vita senza di lei, quindi non andava bene. Me lo diceva sempre “Antonello caro, l’importante è che tu sia infelice”.
Questo libro sembra interessante, mi piace scoprire il misterioso e morboso mondo delle madri.
(Antonello Venditti)
Il lottatore di sumo che non diventava grosso di Eric-Emmanuel Schmitt
Con questo breve e folgorante romanzo sul mondo dei lottatori di sumo e della spiritualità zen, Eric-Emmanuel Schmitt, il popolare autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e di altri fortunati libri, scrive un altro capitolo del suo Ciclo dell’invisibile.
Selvaggio, arrabbiato, Jun vaga coi suoi quindici anni per le strade di Tokyo, lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare.
Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un “grosso”, nonostante il suo fisico emaciato, lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé.
Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi?
Nell’affollata metropoli giapponese l’anziano Shomintzu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche noi alla sorgente del buddhismo.
Commento raccolto al volo :
un libro che raddrizza una giornata!
intenso, veloce, profondo.
Fa ridere e piangere
ma soprattutto fa stare bene.
Cazzo che bel libro.
