Archive for July, 2009
All’ombra del melograno, Tariq ALI
I melograni sono alberi leggendari, capaci di sopravvivere a generazioni di famiglie e di custodire un passato che, purtroppo, non è ancora così lontano.
Attraverso la storia di una famiglia vissuta nella Spagna del XV secolo, questo romanzo storico ci racconta gli orrori della repressione cristiana nei confronti dei musulmani: il divieto di professare la loro fede, la conversione forzata, la scelta fra la fuga e la distruzione della propria cultura, il rogo dei libri della loro civiltà, l’abolizione di usi e costumi, l’Inquisizione.
Il libro ci restituisce una visione “rovesciata” dell’intolleranza e del fondamentalismo, che ricorda molto da vicino l’attualità aiutandoci a riconoscere quanto ciascuno di noi può perdere rifiutando il confronto e l’arricchimento reciproco.
“Lentamente, come inebetita, la folla cominciò a diradarsi, fin quando un mendicante non si strappò di dosso le vesti e prese ad arrampicarsi sul falò. “Che senso ha la vita senza la sapienza dei nostri libri?” urlava, con i polmoni ormai infocati. “La pagheranno. Pagheranno, per quello che ci hanno fatto oggi.”
The Guardian
«Tutta la fragilità e la nobiltà umana sono racchiuse in questo libro…»
The Sunday Telegraph
La rilegatrice dei libri proibiti, Belinda Starling
Primo e ultimo libro di una scrittrice Inglese morta all’età di 35 anni, prima della pubblicazione di questo libro.
Da qui inizia una sorta di giallo dove non mancano i colpi di scena. Così passando attraverso libri proibiti, nobili corrotti, dame viziose e una
coinvolgente passione per un uomo di colore, Dora ci racconta in prima persona tutta la sua storia.
L’epoca è descritta con grande attinenza e chiarezza, accanto a temi come l’emancipazione delle donne e la società del vizio, si stagliano temi altresì importanti come la schiavitù e la lotta per l’indipendenza, la libertà sessuale e l’evoluzione della medicina con i suoi primi scivoloni (vedi l’uso degli oppioidi e delle altre droghe come una panacea, o il considerare l’epilessia come una malattia dovuta alla libido sessuale).
Ho scelto questo libro perché vi ho trovato attinenze con la realtà attuale, infatti, leggendolo ci si immerge lentamente nel mondo nascosto della perversione dei ceti più “illuminati”
UN GRUPPO DI ALLEGRE SIGNORE, Alexander McCall Smith
“Quel bar era il posto giusto dove stare, per diversi motivi. Primo, la vista: un boschetto di eucalipti con le chiome di un riposante verde scuro, che faceva un po’ il rumore del mare quando il vento soffiava tra le foglie. O almeno, la signora Ramotswe il rumore del mare se lo immaginava così. Non aveva mai visto l’oceano, che era molto lontano dal Botswana, incastonato nella terra; lontanissimo, oltre il deserto della Namibia, oltre le sabbie rosse e le aride montagne. Ma quando ascoltava gli eucalipti che fremevano al vento, chiudeva gli occhi e immaginava il mare. Forse un giorno lo avrebbe visto e sarebbe andata sulla spiaggia a farsi lambire i piedi dalle onde. Chissà.”
UN COMMENTO
“…una terra di passioni ingenue ma vitali, viste con un umorismo e con una saggia tolleranza di cui la simpaticissima Mma Ramotswe è una depositaria irresistibile.”
Masolino d’Amico
Non c’è un vero e proprio caso da risolvere,ci sono più storie che si intrecciano tra loro e che creano il solito alone di mistero che la mitica signora Ramotswe e la sua assistente risolveranno. Come sempre in questi libri adoro la descrizione dei paesaggi, dei personaggi e il fatto che siano leggeri e molto piacevoli da leggere!
Adatto per l’estate, sotto l’ombrellone, su una panchina in un parco. Sono sicura che ne resterete affascinati.
Cito qui l’esatta cronologia relativa alla nostra investigatrice “Signora Ramotswe”, anche se non è fondamentale rispettarla.
1. Le lacrime della giraffa
2. Morale e belle ragazze
3. Una peana per le zebre
4. Il tè è sempre una soluzione
5. Un gruppo di allegre signore
6. Scarpe azzurre e felicità
7. Il buon marito
JONATHAN FOER , Eating Animals
Questo nuovo libro di Foer, (ricordo il suo bellissimo “Ogni cosa è illuminata”) in uscita a novembre e pubblicato in Italia da Guanda in primavera, è una difesa del vegetarianismo. Lo scrittore racconta che non si tratta di una denuncia politica contro l’industria alimentare.
Comunque, il tempismo di Eating Animals non avrebbe potuto essere migliore.
“Oggi nelle università americane ci sono più vegetariani che cattolici. Il 20% degli studenti si definisce vegtariano.” C’è da scommettere che a questi vegetariani piacerà molto questo libro che difende lo slow food e gli attivisti del Peta affermando che “il nemico sono le food corporation”
Il tema è attuale, l’autore degno di interesse.
Questa segnalazione la dedico a Bea che è fan di Foer e vegetariana nello spirito.
Fred Vargas, Un po’ più in là sulla destra
Sono in vacanza e sto leggendo questo libro che mi ha regalato Lucia. Una scoperta , per me, questa Vargas. Scrittrice di grande talento.
Mentre è per strada in servizio di sorveglianza, Kehweiler trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All’apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la seguirà, con i suoi due aiutanti. La seguirà con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna. Trova un collezionista di macchine per scrivere, fanatico di qualsiasi meccanismo ben oliato, un sindaco pavido e untuoso che non vuole problemi, un poliziotto ferocemente razzista, pronto a tutto pur di diventare sindaco lui. Con la pazienza e la fredda ferocia dell’indagatore, Kehlweiler toglie la maschera a tutti e ricostruisce la storia, le sue follie, le sue mostruosità. Inseguendo le tracce
La cosa che ti colpisce di più quando ti accorgi che stai divorando questo libro è che non ti importa poi così tanto di scoprire il colpevole, vuoi solo stare in compagnia dei bellissimi personaggi. Louis/Ludwig è un’opera d’arte racchiusa in un libro: uomo consumato dalla vita, ma che adora quest’ultima e la prende a suo modo, con una calma ed una saggezza che lo rendono da subito un personaggio fuori dai canoni e dagli stereotipi dell’investigatore “da giallo”. Poi ci sono i personaggi che lo attorniano: tutti delineati, particolari, attraenti. Questo è un libro che ti regala più di un sorriso ed alcuni ottimi amici. E non è poco!
Isa
Espiazione
Oggi parlerò di Espiazione il romanzo di Ian Mc Ewan.
Questo romanzo è considerato il miglior romanzo di Ian Mc Ewan e da questo romanzo è stato tratto anche un film
Mc Ewan è uno scrittore inglese che si occupa anche di letteratura per ragazzi.
In questo romanzo ci racconta di Briony ,ragazzina tredicenne col talento della scrittura, che quasi senza rendersene conto e accusando un innocente di un terribile reato, compromette la sua vita, quella della sorella e quella del povero ragazzo accusato
Ambientato nell’Inghilterra e nella Francia degli anni fra il 35 e 40, racconta una vicenda che in realtà si svolge in ventiquattro ore.
Il libro è diviso in tre parti , la mia prediletta è la prima che contiene la focalizzazione dei personaggi , anche se la protagonista a me è risultata odiosa.
Il libro non mi è piaciuto.
Avrei preferito più flussi di coscienza e meno fabula… forse non mi è piaciuto perchè non c’è il pathos vero… la vera espiazione.
Le azioni prendono il posto dei pensieri. Il lettore può solo intuire.
Comunque un ”romanzone” che troverà parecchi adoratori, per me, che sono impaziente, vi sono descrizioni un po’ troppo dettagliate e , sperando di non deludervi , confesserò si aver saltato alcune pagine sulla guerra…
a bientot , regard
Sorj Chalandon, IL MIO TRADITORE (Betta)
“E là, in mezzo a tutti, in piedi tra tutti, con lo stesso sguardo ferito, lo stesso viso di gesso, gli stessi capelli di pioggia, lo stesso fragile respiro, io ero come un irlandese.”
(p.10)
Sorj Chalandon, per molti anni giornalista di “Libération”, ha scritto diversi reportage sull’Irlanda del Nord, ha pubblicato tre romanzi. “Il mio traditore” è l’unico edito in Italia.
Il romanzo, autobiografico, racconta di un giovane liutaio francese che, seguendo la via della musica, si ritrova in Irlanda del Nord. Qui conoscerà il suo “traditore” e, attraverso questo, l’IRA.
A mio parere è un romanzo meraviglioso perché parla di un’Irlanda diversa da quella raccontata da altri scrittori, dove il gusto amaro della vita è addolcito dalla tipica ironia irlandese; Chalandon racconta di un’Irlanda dura, tradita, ferita e pronta a combattere. Forse non tutti apprezzeranno l’ammirazione per l’IRA, nascosta (non troppo bene!!!) tra le righe, ma sono convinta che questa sia la vera essenza di questa meravigliosa isola: la lotta armata è stata una parte fondamentale della storia irlandese, non la si può capire realmente se non la si accetta.
Nelle pagine che descrivono la reazione degli abitanti di Belfast alla notizia della morte di Bobby Sands, il romanzo si trasforma in cronaca, leggendole mi si sono riempiti gli occhi di lacrime e anche io come il protagonista “per un momento ho pensato di vivere a Belfast, di mollare tutto…”, di voler essere irlandese!
Adoro questo libro e l’Irlanda che racconta, l’angoscia che suscita, la rabbia che si scatena leggendo le descrizioni delle retate dell’esercito inglese, l’incertezza che nasce nel cuore ascoltando la storia di un’amicizia tradita….
Grazie Betta! Solo tu potevi parlare con tanta passione di questo libro. Isa
Se la vita è un piatto di ciliege, perchè a me solo i noccioli?
Il libro mantiene le promesse. Mi sono ritrovata in treno a ridere a voce alta e chi come me legge durante gli spostamenti sa quanto imbarazzante possa essere…
L’autrice , Erma Bombeck (giornalista americana) , racconta attraverso un diario la vita di una casalinga media , provvista di figli , animali domestici e amici.
Mi ha ricordato W. Allen tanto le sue osservazioni sono brillanti e fulminee. Lo so , sono una che si entusiasma per poco per questo ne copierò alcune per sottoporle al vostro giudizio:
* Dio, se non puoi farmi dimagrire, fa’ almeno che i miei amici ingrassino.
* Non imprestar mai la tua macchina a qualcuno che hai partorito.
* Il lavoro casalingo puo’ ucciderti, se fatto bene.
* La sola ragione per cui comincerei a fare jogging e’ che cosi’ almeno posso sentire di nuovo un respiro affannoso.
* Per anni io e mio marito siamo stati a favore della vacanze separate, ma i nostri figli sono sempre riusciti a trovarci.
* Se un uomo guarda tre partite di calcio di fila dovrebbe essere dichiarato legalmente morto.
* Il mio secondo lavoro di casa preferito è stirare. Il primo è sbattere la testa sulla sponda del letto fino a svenire.
* Io sono una di quelle donne che hanno avuto la fortuna di arrivare alla maternita’ con una certa esperienza, Possedevo da tre anni uno Yorkshire terrier. A dieci mesi i miei figli erano capaci di accucciarsi al piede. A un anno sapevano afferrare un frisbee a mezz’aria con i denti. A 15 mesi, dopo aver passato settimane a strofinargli il naso nei loro bisogni e a cacciarli fuori, erano addestrati a non sporcare per terra.
Ecco…
a bientot, regard
Ps : la traduzione non è delle migliori ma il libro è davvero divertente
*il titolo in copertina dice proprio ciliege… non è colpa mia…
BENEDETTA CIBRARIO , Rossovermiglio
Qualche volta i premi letterari vengono assegnati con giudizio, travalicando e/o trascendendo le strategie di marketing delle case editrici. E’ il caso di Rossovermiglio, il romanzo di Benedetta Cibrario, al suo esordio come scrittrice, al quale è stato assegnato il Campiello 2008. Va ricordato che il Campiello è un premio sui generis, in quanto alla scelta degli addetti ai lavori, che sono chiamati a selezionare cinque opere di narrativa, si associa il giudizio dei lettori “comuni” che infine sono quelli che determinano i risultati. E Rossovermiglio ha, a mio avviso, ben meritato il riconoscimento. Il romanzo della Cibrario non ha nulla di rivoluzionario in quanto a trama, essendo la classica storia di una giovane aristocratica sposata per volontà del padre ad un uomo che non ama e non amerà mai. Ma viene riscattato da un impianto narrativo particolare, sviluppato su diversi piani temporali e risolto con un finale a sorpresa: Rossovermiglio mi ha positivamente sorpresa, di più, mi ha suscitato un piacevole senso di ammirazione per una scrittrice che alla sua prima prova narrativa sceglie la storia privata di una vita qualunque, la vita di una donna che attraversa la Storia lasciandosene appena sfiorare. La Cibrario delinea il suo personaggio femminile rilevandone il carattere quasi amorfo, incapace di governare la propria esistenza, che si affida alla vita cercando di ricavarne quello che può. Così anche con l’uomo che ha deciso di seguire, al quale non ha il coraggio di chiedere nulla e nulla di sé confidare, negandosi perfino la gioia di rivelargli che da lui aspetta un figlio. Abbandonata senza una spiegazione, vive nel culto di quell’amore perduto fino a quando scoprirà l’amara verità. E’ allora che la partita si spariglia e la vicenda viene ribaltata. La parte finale del romanzo scioglie i nodi del vissuto con quello che potremmo definire un coup de theatre e che non sveleremo per lasciare al lettore il piacere di scoprirlo.
“Non so se sia proprio così. Vengono qui volentieri anche perché c’è lei, una maestra innamorata del suo mestiere, con gli occhi intelligenti e il dono di raccontare. Ha trasformato una cantina umida in un’aula di scuola, anche se non ci sono i banchi nè la lavagna, e lascerà un segno nella memoria di questi bambini.”

